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Editoriali

Il Fermano si è svegliato e finalmente dice NO

rafsmilenuova

“ Attenzione, il Fermano si è improvvisamente svegliato e ha capito che può dire anche no.

Il primo ‘no’ è quello di Licio Livini, direttore dell’Asur 4, a chi guida la Regione Marche. Un ‘no’ chiaro a una politica che da troppi anni è fatta di promesse. Certo, ha incassato l’Asur 4 da quando l’assessore Cesetti è al Bilancio, ma solo per l’enorme gap che scontava. Poi, tante promesse e con le parole non si migliorano le file al pronto soccorso, non cresce il personale, non si alzano muri di ospedali. Per cui, ecco Livini che con eleganza manda il suo messaggio: più di così non posso fare, se queste sono le condizioni me ne vado. E a quel punto il cerino sarà solo di Ceriscioli, presidente e assessore alla Sanità.

Il secondo ‘no’ è quello di Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo. Un ‘no’ netto a chi pensa che Fermo e il suo territorio debbano continuare a vivere di paura e di sindrome da Calimero. Questo ha insegnato il Jova Beach, ma vale per tante iniziative che stanno dimostrando come con una sana programmazione si possano raggiungere risultati da grande, vedi il bando multimilionario per la gestione della ricca rete museale pensato e voluto da Trasatti che ha fatto di Fermo una best practice nazionale.

Il terzo ‘no’ è di Adolfo Marinangeli, il sindaco di Amandola. Che non è amato dai suoi vicini ma lo è dai concittadini. Alza la voce, tira dritto come un bulldozer, ma solo per una ragione: fare di Amandola un posto migliore. Il suo ‘no’ al Provveditorato che vuole chiudere ancora prima di aprire l’Alberghiero è pesante. Ma non basta, servono alleati, serve una presa di posizione compatta e univoca. La Provincia l’ha data, la Regione che fa? Si schiera in maniera ufficiale? E le forze economiche, che dicono? Lo vogliono o no il rilancio delle aree montane? La prima regola è tenere i giovani, fosse anche per i 5 anni di scuola. Ci vuole coraggio e visione, quella che a volta manca alla burocrazia.

Il quarto ‘no’ è di Stefano Pompozzi, presidente di MarcaFermana. Il suo è rivolto a tutti quelli che parlano a vanvera e avanzano richieste, pronti a giudicare chiunque si muova nell’ambito del turismo, della promozione e dell’accoglienza. È il ‘no’ all’egoismo del singolo Comune che poi diventa capofila di fantomatiche collaborazioni solo perché fallisce nel suo piccolo obiettivo. Un ‘no’ alla strumentalizzazione, un sì a chi ha voglia di sedersi attorno al tavolo già costruito ma che rimane sempre troppo vuoto.

Quattro no per un ‘sì’, quello che certifica la voglia di protagonismo che diventa bacino elettorale nel giro di pochi mesi. Chi supporterà questa voglia del Fermano di uscire dal guscio saprà raccogliere molto, ma diffidare da chi ha sempre ragione e da chi promette senza dare è una regola base: per chi deve scegliere ma anche per chi si presenta. Il ‘no’ ora non è più una chimera.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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