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Editoriali

Slot e sicurezza: doppia morale

vitali raffaele web3

Prendere spunto da Sant'Elpidio a Mare, il Comune che nel suo bilancio di previsione 2016 ha deciso di azzerare la Tari per tutte le attività commerciali che si privano delle slot machine. È una scelta politica e sociale importante, una scelta che apre anche una riflessione sul tema della sicurezza e su chi debba garantire la sicurezza. Perché ogni giorno ci sono articoli e cittadini pieni di lamentele, baristi pronti a denunciare la loro preoccupazione e così ristoratori per una delinquenza che dilaga.

Ma cosa produce la delinquenza e chi è il delinquente tipo? Nei dati che spesso vengono dati col contagocce dalla Prefettura, e quindi dagli organi di polizia, emerge che ad agire per la maggior parte è delinquenza locale. Ci sono bande specializzate che arrivano ogni tanto da fuori, quelle che magari colpiscono e fanno saltare i bancomat o svuotano i calzaturifici, ma la maggior parte dei reati sono frutto di ladri fermani, al massimo marchigiani, quelli che hanno modo di girare per i quartieri, quelli che sanno dove andare a trovare i luoghi più deboli, dove magari ci sono sacche di disagio che certamente non gli impediranno di colpire.

E poi ci sono quei delinquenti, invece, che nascono sul momento, all'improvviso, quelli che sono provocati e creati dalla crisi economica. La crisi economica che non è solo legata all'assenza di lavoro, ma a volte proprio anche alle spese futili, quelle che possono essere causate da slot machine, sale gioco, sale scommesse, fino ad arrivare al mondo infinito dei Gratta e Vinci.

In questa doppia morale che muove la vita quotidiana abbiamo il barista che si lamenta del delinquente ma che poi mette la slot machine per fare cassa. E così si ritrova, perché le forze dell’ordine non arrivano ovunque ma i cittadino possono aiutare, con i ladri in negozio che sanno dove colpirli perché sanno che ci sono soldi pronti.

Ecco che allora si inizia a cambiare a Sant'Elpidio a Mare, che era stata anticipata a Monte Urano con un taglio sociale. Poi ci sono i Comuni che vietano di mettere le macchinette per giocare a distanze precise da luoghi sensibili, scuole e ospedali in primis: leggi poi spesso non applicate. Sant’Elpidio ha scelto di intraprendere la strada della sicurezza. Perché la sicurezza si fa innanzitutto a casa propria cominciando a educare i cittadini a quello che è giusto o sbagliato. E dopo averli educati, premiandoli con il risparmio, unico vero motore dell’agire in tempi di crisi.

*Raffaele Vitali direttore www.laprovinciadifermo.com – presidente Unci Marche

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