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Editoriali

La donna che parlava ai potenti

rafbasket fondino
annaritarassegna

Ci si renderà conto tra qualche mese del ruolo che ha ricoperto Annarita Pilotti per quattro anni. Lo si capirà guardando le immagini che il web e i giornali pian piano pubblicheranno, ci si renderà conto di cosa abbia significato avere la presidente di Assocalzaturifici proveniente dal distretto calzaturiero marchigiano.

Una donna che parlava a nome di tutti ma che aveva dentro il suo Dna le Marche e in particolare il Fermano. Una terra che ha portato su ogni tavolo, che ha reso protagonista a ogni incontro, che ha trasformato in motivo di dialogo e discussione con premier e ministri.

E lo ha fatto da donna presidente, la prima in assoluto nella storia dei calzaturieri. Con lei tra l’altro sono cresciute nuove figure di riferimento a livello nazionale, un mondo rosa che ha il piglio combattivo di chi vede l’impresa come la propria famiglia.

 

Ha parlato con Renzi, Gentiloni, Salvini, Di Maio, Calenda, per non nominare i vertici di Russia, Kazakistan, Cina e mondo arabo. È stata, indubbiamente, una delle figure più potenti degli ultimi decenni per il Fermano. Eppure, non tutti l’hanno capito. Più facile pensare che lavorasse per se stessa, ma poi i quadri economici dicono altro.

Una donna al comando fa sempre discutere. Lo sapeva bene la Pilotti che ha faticato più di un uomo per affermarsi ma che grazie alla grinta di una mamma ex poliziotta ha trasformato ogni occasione in un momento di conoscenza del mondo dei calzaturieri.

Certo, all’inizio ha tentennato, ma passare da Porto Sant’Elpidio alla Milano della moda in cui ogni dettaglio e movimento viene studiato non sarebbe stato facile neppure per la dirompente Stefanenko. Eppure lei ha trasformato ogni gaffe in un momento di crescita, finendo per chiudere la sua esperienza parlando davanti al gotha della moda e uscendo senza ombra di dubbio vincente. Le agenzie hanno rilanciato solo le sue parole, un motivo c’è. Ha imparato a usare i numeri, a dire le cose in maniera diretta, senza i lustrini che fanno del fashion un settore troppo spesso guardato con leggerezza, mentre vale una fetta importante della bilancia commerciale.

Ora, senza la Pilotti, il Fermano resta un po’ più solo. Il nuovo presidente è un veneto, conosce un mondo che corre mentre il marchigiano cammina, un mondo che ha imparato a fare le sneaker, pensiamo a Diadora, e che ha puntato sulla formazione, un mondo che le Marche devono imparare a osservare senza mai dimenticare che i re stanno nel triangolo tra Montegranaro, Casette d’Ete e Monte San Giusto. I re rimasti senza regina e che per questo, alla fine, forse si renderanno conto di quello che avevano: la donna che parlava ai potenti. E che ha avuto il coraggio di dire, usando Bertolt Brecht, quello che nessun altro leader osa e che invece i calzaturieri non devono mai dimenticare: “Dopo che si è lavorato tanti anni, noi siamo ora in una condizione, più difficile di quando si era appena cominciato”.

* direttore www.laprovinciadifermo.com - presidente Cronisti Marche - @raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com - facebook/raffaelevitali

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